L'art. 2 CdS classifica le strade in 7 tipologie (A, B, C, D, E, F, F-bis), ciascuna con caratteristiche tecniche e regole di circolazione diverse. Riconoscerle correttamente è la base per applicare limiti di velocità, divieti e segnaletica.
Spiegazione
Perché la classificazione è cruciale
Moltissime regole del Codice della Strada cambiano a seconda del tipo di strada: limiti di velocità, accesso di pedoni e biciclette, obbligo di segnaletica, sanzioni, organi competenti alla gestione. Sbagliare la categoria della strada significa spesso sbagliare l'intera contestazione.
Le sette categorie
| Categoria | Tipo | Caratteristiche principali |
|---|---|---|
| A | Autostrada | Carreggiate separate, banchina, accesso solo con svincoli |
| B | Extraurbana principale | Due carreggiate con spartitraffico, banchine |
| C | Extraurbana secondaria | Carreggiata unica, banchine, fuori dal centro abitato |
| D | Urbana di scorrimento | Nel centro abitato, due carreggiate con spartitraffico |
| E | Urbana di quartiere | Nel centro abitato, carreggiata unica, accesso utenze |
| F | Locale | Non rientra nelle precedenti; urbana o extraurbana di servizio |
| F-bis | Itinerario ciclopedonale | Destinata prevalentemente a pedoni e bici (L. 2/2018) |
Criteri di individuazione
L'individuazione non dipende dal nome della strada, ma dalle caratteristiche tecniche e dal provvedimento dell'ente proprietario (Stato, Regione, Provincia o Comune). Per le strade pubbliche la classificazione avviene con delibera dell'ente, pubblicata. Sul terreno, i segnali di inizio e fine strada (figg. II.318–II.321 del Regolamento) ne indicano la tipologia.
Ente proprietario e competenza
A ciascuna categoria corrisponde un ente proprietario tendenzialmente diverso:
- A, B: Stato (ANAS) o concessionari;
- C: Province o Regioni;
- D, E, F urbane: Comuni;
- F extraurbane: Province o Comuni a seconda dell'estensione.
Questa distinzione è importante per capire chi emette l'ordinanza (es. modifica limite, lavori stradali) e chi è il soggetto proprietario responsabile in caso di mancata manutenzione.
Punti chiave
- Sette categorie: A, B, C, D, E, F, F-bis.
- Le categorie A, B, C sono extraurbane; D, E sono urbane; F può essere entrambe.
- La F-bis è stata aggiunta dalla L. 2/2018 per gli itinerari ciclopedonali.
- La classificazione dipende dalle caratteristiche tecniche, non dal nome.
- Ente proprietario ≠ ente gestore: il primo è responsabile della manutenzione e della classificazione.
Esempi pratici
Esempio 1 — Una strada provinciale fuori dal centro abitato. Strada provinciale extraurbana con carreggiata unica a doppio senso, banchine, fuori dai cartelli di inizio centro abitato: è una tipo C (extraurbana secondaria). Limite generale 90 km/h, salvo segnaletica diversa.
Esempio 2 — Tangenziale cittadina. Tangenziale dentro il centro abitato, con due carreggiate separate da spartitraffico e accessi controllati: tipo D (urbana di scorrimento). Limite generale 50 km/h se non diversamente segnalato (con elevazione fino a 70 km/h possibile per ordinanza).
Esempio 3 — Via di accesso alle abitazioni in un quartiere. Strada interna a un quartiere con marciapiedi, accesso pedoni, traffico lento: tipo E (urbana di quartiere). Qui si applica il limite urbano (50 km/h) e le regole di zone a velocità limitata (30 km/h) se istituite.
Domande frequenti
La «superstrada» è una categoria del CdS?
Come riconosco una strada F-bis sul territorio?
Chi stabilisce il limite di velocità in una strada comunale D?
Riferimenti normativi
I link rimandano a fonti normative pubbliche (Normattiva / Gazzetta Ufficiale). In caso di difformità, fa sempre fede il testo ufficiale aggiornato.
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